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Rapporto annuale sulla pesca e sull’acquacoltura 2010

È stato pubblicato il “Rapporto annuale 2010 sulla pesca e sull’acquacoltura in Sicilia”, così come previsto dalla Legge regionale n.16/2008. Il Rapporto è stato redatto dal Comitato scientifico dell’Osservatorio mediterraneo della pesca, riconosciuto, attraverso l’art. 7 della Legge, quale organo di supporto per la politica della pesca della Regione Siciliana e presieduto dall’Ing. Giuseppe Pernice.

Il Rapporto costituisce una radiografia approfondita sulle luci ed ombre del sistema ittico siciliano. Esso fornisce dati sulle risorse ittiche nei mari siciliani, sullo stato della flotta siciliana e sulle conseguenze economiche e sociali dell’attuazione delle direttive comunitarie relative alla riduzione dello sforzo di pesca. Parallelamente vengono affrontati i temi dell’”innovazione tecnologica” e del “risparmio energetico”.

Di seguito alcuni dati emersi dal Rapporto: a luglio 2010 in Sicilia risultano attivi 3.017 pescherecci, il cui tonnellaggio medio è di poco superiore alle 20 tonnellate; la diminuzione dei natanti è stata costante: più del 75% degli oltre 1.500 pescherecci ritiratisi dall’attività negli ultimi 10 anni sono usciti nel periodo tra il 2000 e il 2005; i posti di lavori persi nella filiera nell’ultimo triennio sono stati 4500; la riduzione del pescato siciliano dal 2009 ad oggi è stata di circa il 30%. A ciò bisogna aggiungere una paradossale diminuzione dei prezzi alla banchina di molte specie insieme all’aumento costante e vertiginoso dei costi di produzione. Gli effetti della crescita del prezzo del gasolio da autotrazione hanno aumentato considerevolmente l’incidenza del costo del carburante sui costi totali di gestione. Le previsioni di un trend ancora crescente del prezzo del carburante per il 2011, mettono nuovamente in allarme il settore già in sofferenza. Per pescare un chilogrammo di pesce si consuma il triplo del gasolio rispetto ai Paesi europei. I costi energetici in pratica incidono oltre il 50% rispetto alla media europea.

Il “Rapporto annuale 2010” è redatto in tre lingue: italiano, inglese e francese, affinché possa essere strumento utile anche ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, con i quali è necessario costruire comuni strategie per la salvaguardia e la tutela del patrimonio ittico. L’alto valore scientifico “aggiunto”, che il Rapporto racchiude in sé, dovrà necessariamente esplicarsi attraverso la preziosa fruizione da parte dello stesso comparto oggetto d’analisi.

* Foto da BlogBiologico

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