Il workshop del 5 Agosto 2011 è stato pensato come momento d’incontro per facilitare l’individuazione delle aziende che rappresentino delle “eccellenze” del comparto ittico in Sicilia, mettere in relazione queste imprese con il soggetto attuatore del progetto e con altri enti e istituzioni coinvolti, e comprendere quali, delle imprese incontrate, mostrano un reale interesse per lo scambio e l’internazionalizzazione con e verso i paesi arabi, e in particolare con la Giordania.

Il workshop, svoltosi a Mazara Del Vallo, presso il Distretto Pesca, ha avuto inizio con la presentazione alle imprese e agli esponenti del Distretto della Pesca presenti, del progetto IFI – Internazionalizzazione Filiera Ittica. Conclusa la presentazione dell’azione progettuale, ampio spazio è stato dato alle imprese presenti, che hanno illustrato la loro storia, la loro attività e i prodotti realizzati.

La LISMA e ASARO srl, tra i maggiori armatori di Mazara del Vallo; la VALFRIGO, una delle più note aziende di progettazione, realizzazione e installazione di impianti frigoriferi navali e industriali operanti a Mazara del Vallo, che vanta una esperienza pluridecennale e che, oltre a servire il mercato locale, opera su tutto il territorio nazionale e anche in ambito internazionale, in particolare con i paesi rivieraschi dell’Africa (Tunisia).

La NAV.I.MEC S.r.l., che svolge la propria attività nel settore della pesca professionale in qualità di costruttrice di impianti atti a soddisfare le esigenze di un mercato sempre più all’avanguardia e che si colloca oggi “prima in Italia” e fra i primi quattro al mondo per la costruzione do long-liner per la pesca di tonno e pesce spada.

Le aziende presenti, che rappresentano delle punte di eccellenza del comparto direttamente legato alla pesca o a settori ad essa collegati, sono già in buona parte aperte alle operazioni di scambi e internazionalizzazione, ed operano già in alcuni paesi esteri e in particolare in quelli del mondo arabo del mediterraneo. Gli imprenditori si sono mostrati dunque, durante l’incontro, fortemente interessati a una partecipazione ad una missione operativa a scopi commerciali in Giordania, reputato un altro mercato emergente e interessante da esplorare. In modo particolare, l’interesse degli armatori si è concentrato, nella discussione odierna, sulla possibilità di un ulteriore accordo bilaterale che permetta di avere una flotta di pesca italiana con bandiera Giordana, e più in generale sono state invece esplorate le possibilità d’implementazione di stabilimenti ittico-conservieri in Giordania, così come quelli che già esistono in altri paesi del mondo arabo.

Ciò che emerso dalla discussione è in entrambi i casi l’assoluta necessità di tutela, sia da parte del governo italiano nazionale, in particolare del Ministero degli Affari Esteri, che di quello regionale, per l’intero periodo dell’investimento. In questo senso viene sottolineata l’esistenza di un protocollo di cooperazione tra la Sicilia e la regione di Aqaba, proprio nel campo agro-ittico alimentare, firmato nel 2009, che rappresenta un ulteriore punto di forza e stimolo per gli imprenditori siciliani interessati all’esplorazione di questa nuova frontiera commerciale.

 

Lands Onlus, soggetto attuatore del progetto TRA.CE – Tracciabilità e sicurezza alimentare, è lieta di invitarLa al workshop:“Tracciabilità dei prodotti ittici locali: opportunità per le imprese e garanzia per i consumatori”, che si terràGiovedì 7 Luglio, dalle ore 9:00 alle ore 13:30, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo – Dipartimento di ingegneria chimica, gestionale, informatica, meccanica – Aula Grasso.

Il Workshop si svolge nell’ambito del progetto TRA.CE, Tracciabilità e sicurezza alimentare, finanziato dal Dipartimento degli interventi per la pesca dell’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, e volto a sensibilizzare consumatori, imprese e territorio, circa l’importanza della qualità e del sistema di tracciabilità dei prodotti ittici del territorio siciliano, attraverso la realizzazione di azioni che informino sulle caratteristiche del pescato locale, e sul percorso a cui il prodotto ittico è soggetto prima di arrivare ad essere consumato.

Durante l’incontro, ricercatori, esperti di settore e imprese, si confronteranno sulle procedure e sugli strumenti esistenti per l’implementazione di un sistema di tracciabilità del prodotto ittico, sull’importanza che questo processo assume nell’ottica di un miglioramento della qualità dei prodotti freschi e trasformati, e sulle ripercussioni in positivo che tale sistema può avere sul mercato, contribuendo in maniera significativa all’aumento dei consumi di pescato locale.

Teniamo molto alla Sua partecipazione al workshop, per l’esperienza e il patrimonio di conoscenze in materia, da lei maturate nell’ambito della sua attività, e perché riteniamo che questo dibattito possa rappresentare un importante stimolo al confronto, utile a sviluppare visioni comuni su nuove possibilità di promozione dei prodotti ittici locali, attraverso la comunicazione delle sue caratteristiche qualitative.

La preghiamo di confermare la sua partecipazione a LANDS ONLUS, a cui potrà rivolgersi per ogni ulteriore informazione.

E-mail: progettotrace@landsnetwork.eu

Tel.: 091 347687

Fax: 091 308346

Scarica il programma della giornata.

È stato pubblicato il “Rapporto annuale 2010 sulla pesca e sull’acquacoltura in Sicilia”, così come previsto dalla Legge regionale n.16/2008. Il Rapporto è stato redatto dal Comitato scientifico dell’Osservatorio mediterraneo della pesca, riconosciuto, attraverso l’art. 7 della Legge, quale organo di supporto per la politica della pesca della Regione Siciliana e presieduto dall’Ing. Giuseppe Pernice.

Il Rapporto costituisce una radiografia approfondita sulle luci ed ombre del sistema ittico siciliano. Esso fornisce dati sulle risorse ittiche nei mari siciliani, sullo stato della flotta siciliana e sulle conseguenze economiche e sociali dell’attuazione delle direttive comunitarie relative alla riduzione dello sforzo di pesca. Parallelamente vengono affrontati i temi dell’”innovazione tecnologica” e del “risparmio energetico”.

Di seguito alcuni dati emersi dal Rapporto: a luglio 2010 in Sicilia risultano attivi 3.017 pescherecci, il cui tonnellaggio medio è di poco superiore alle 20 tonnellate; la diminuzione dei natanti è stata costante: più del 75% degli oltre 1.500 pescherecci ritiratisi dall’attività negli ultimi 10 anni sono usciti nel periodo tra il 2000 e il 2005; i posti di lavori persi nella filiera nell’ultimo triennio sono stati 4500; la riduzione del pescato siciliano dal 2009 ad oggi è stata di circa il 30%. A ciò bisogna aggiungere una paradossale diminuzione dei prezzi alla banchina di molte specie insieme all’aumento costante e vertiginoso dei costi di produzione. Gli effetti della crescita del prezzo del gasolio da autotrazione hanno aumentato considerevolmente l’incidenza del costo del carburante sui costi totali di gestione. Le previsioni di un trend ancora crescente del prezzo del carburante per il 2011, mettono nuovamente in allarme il settore già in sofferenza. Per pescare un chilogrammo di pesce si consuma il triplo del gasolio rispetto ai Paesi europei. I costi energetici in pratica incidono oltre il 50% rispetto alla media europea.

Il “Rapporto annuale 2010” è redatto in tre lingue: italiano, inglese e francese, affinché possa essere strumento utile anche ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, con i quali è necessario costruire comuni strategie per la salvaguardia e la tutela del patrimonio ittico. L’alto valore scientifico “aggiunto”, che il Rapporto racchiude in sé, dovrà necessariamente esplicarsi attraverso la preziosa fruizione da parte dello stesso comparto oggetto d’analisi.

* Foto da BlogBiologico

La produzione ittica riveste per la Sicilia un ruolo fondamentale all’interno del tessuto economico e imprenditoriale, configurandosi come un importante settore dell’economia sia regionale che nazionale. Si tratta in particolare di imprese di pesca o di allevamento e di industrie ittico-conserviere che si occupano di attività di trasformazione, lavorazione, conservazione e commercializzazione del prodotto ittico, di cui troviamo numerose realtà imprenditoriali soprattutto nelle province di Agrigento, Trapani e Palermo.

Il miglioramento progressivo della qualità del prodotto è il primo passo per rendere più competitivo questo sistema produttivo locale. Molto si è fatto in tal senso e molti prodotti ittici siciliani sono oggi collocati in nicchie di mercato alte e redditizie. Esistono tuttavia i margini per incrementare il loro livello di competitività, e ciò è rappresentato sia dall’innalzamento della dotazione tecnologica applicabile ai processi produttivi ed ai prodotti, che dall’attivazione di migliori strategie di mercato.

L’accentuata frammentazione del tessuto produttivo, determinata dalla diffusa micro dimensione delle imprese del settore, ha generato una carente capacità di visione del mercato. In molti casi l’approccio al business è improvvisato, spesso incapace di guardare oltre i confini regionali, con reali processi d’internazionalizzazione. Da questo punto di vista le aziende leader esistenti, generalmente di medie dimensioni, sono espressione di buone prassi e di efficaci strategie, riproducibili in altri contesti. Il trasferimento di prassi positive, tuttavia, richiede, tempo e la presenza di soggetti intermediari che sappiano coinvolgere le aziende di piccole dimensioni in percorsi di crescita guidati che portino, in sostanza, all’ispessimento della cultura d’impresa. Il miglioramento delle capacità gestionali, il ricorso a figure manageriali, lo sviluppo di una chiara visione prospettica del mercato e la capacità di accogliere in azienda e gestire i processi di innovazione, sono le sfide, forse, più complesse che l’imprenditoria del settore ittico siciliano dovrà affrontare nei prossimi anni.

Questa analisi mette in evidenza la nascita, in alcuni settori produttivi regionali e tra questi quello ittico, di un processo virtuoso di crescita, in grado di modernizzare i processi interni alla struttura produttiva e di guardare ad un ampio orizzonte di mercato. Ciò significa che, pur nelle difficoltà generali, l’isola mostra potenzialità di sviluppo che vanno individuate con maggiore chiarezza, e, fare leva su ciò che di nuovo e di vitale si affaccia sul mercato siciliano, può essere un buon punto di partenza per immaginare un percorso nuovo di sviluppo.

Il Distretto della Pesca

La Sicilia vanta una vocazione naturale per le attività legate al mare e la filiera ittica riveste una grande rilevanza nel suo tessuto produttivo, sia per l’importanza economica che la caratterizza sia per il suo contributo in termini di occupazione. Dal punto di vista della localizzazione territoriale, nella Regione sono presenti poli di forte concentrazione produttiva che si accompagnano ad aree in cui le diverse attività assumono prevalentemente carattere artigianale.

L’industria della pesca in Sicilia è certamente un’attività di grande rilevanza sia per il numero di addetti che per l’importanza economica che la caratterizza. A Mazara del Vallo, che rappresenta da sempre il porto peschereccio più importante della pesca italiana e del bacino del Mediterraneo, sono concentrate le problematiche relative alla pesca a strascico d’altura, alla pesca oceanica, dell’industria della trasformazione del pescato e della commercializzazione; secondo la definizione comunitaria essa è “zona dipendente della Pesca”.

Fra i punti di forza va certamente registrata l’esistenza di una buona organizzazione produttiva e commerciale, la presenza di una importante comunità tunisina che consente di dare maggiore flessibilità al mercato del lavoro locale e che pure si caratterizza per una qualificata consistenza. Fra gli altri aspetti positivi vi è da registrare un crescente impulso in favore del pescaturismo, l’attività che consente ai pescatori di integrare il proprio reddito con lo sviluppo di servizi turistico-ricettivi, anche se è opportuno sottolineare che l’attuale normativa siciliana non consente l’estensione dei provvedimenti a tutta la filiera produttiva, in ragione anche all’esigenza di riconversione e diversificazione.

La presenza attiva e ben consolidata di imprese del distretto (ittiche e della cantieristica navale) in varie nazioni del Mediterraneo ha fatto si che il Distretto pesca sia nato già quale distretto “transnazionale”. Oggi circa 20 imprese hanno creato solide basi di cooperazione con partners di Paesi rivieraschi, in Tunisia, in Libia, Egitto, Cipro, Creta, ed anche fuori dagli Stretti, es. Oman ecc. Il Distretto produttivo della pesca è interpretato come cluster di imprese che svolgono attività simili secondo una logica di filiera orizzontale e verticale, ed è caratterizzato dalla compresenza di soggetti pubblici e privati. L’insieme di attori istituzionali ha competenze specifiche e opera nell’attività di sostegno all’economia locale; inoltre, a sostegno di una logica di sviluppo locale, coinvolge anche diverse realtà sociali e culturali ed economiche, in un’ottica di integrazione e in conformità agli strumenti legislativi regionali vigenti.

Il 22 Luglio 2010 si è svolto a Palermo presso la sede di Aira Srl il primo workshop previsto all’interno del progetto IFI, nel quale è stato presentato il progetto sull’Internazionalizzazione Filiera Ittica (IFI) mettendo in evidenza il duplice obiettivo dell’iniziativa: realizzare un network euro-arabo per la valorizzazione del comparto; coinvolgere esponenti del mondo scientifico e imprenditoriale per affrontare problematiche e possibili sviluppi del settore.

All’incontro erano presenti, oltre il gruppo di lavoro di AIRA srl, soggetto attuatore del progetto; la Dott.ssa Angela Cuttitta, in rappresentanza dello IAMC – CNR; mentre come esponenti del mondo imprenditoriale hanno partecipato, Ignazio Piazza, Presidente del Consorzio Operatori della Pesca della Sicilia Occidentale, e Gaetano Tosto, imprenditore italiano che opera già in Giordania e che all’interno del progetto ricopre un ruolo fondamentale, quale soggetto d’interscambio con gli imprenditori locali.

Il workshop ha avuto inizio con la presentazione del progetto IFI – Internazionalizzazione della Filiera Ittica Siciliana. I componenti del gruppo di lavoro hanno illustrato le fasi previste e le modalità con cui l’azione progettuale intende, da un lato, mettere in comunicazione gli attori del “sistema pesca” (imprese, territorio, enti di ricerca) al fine di favorire la massima diffusione tra le imprese siciliane di buone prassi di crescita, e dall’altro, pianificare un confronto con nuove aree di mercato, come quelle dei paesi arabi, per definire corretti processi di internazionalizzazione dei prodotti e del know-how del settore ittico siciliano.

Si è proceduto in seguito con i lavori della giornata, che hanno visto in primo luogo, un’analisi, da parte degli esponenti del mondo scientifico e imprenditoriale e del gruppo di lavoro, della situazione attuale in materia di internazionalizzazione del prodotto ittico siciliano, e delle similitudini, differenze, e possibilità di scambio della materia prima, tra la Sicilia e i paesi arabi, e in particolare con la Giordania.

È stato dunque riscontrato che il terreno di confronto privilegiato nel settore della ittico è quello del pesce azzurro, che interessa entrambe le realtà territoriali, e le cui differenze riscontrate possono divenire proprio il terreno fertile per uno scambio commerciale produttivo e positivo per i due paesi. Viene preso ad esempio il caso delle sardine, che in Sicilia si presenta un pesce di piccole dimensioni dal corpo affusolato, che viene commercializzata fresca, congelata, ma soprattutto conservata sott’olio e sotto sale, e che nel territorio Giordano presenta invece una pezzatura di maggiori dimensioni, che potrebbe suscitare l’interesse delle industrie conserviere siciliane per la realizzazione di un prodotto diversificato. Allo stesso tempo, le piccole dimensioni delle sardine siciliane potrebbero riscontrare l’interesse da parte del mercato ittico giordano. Il responsabile dell’Organizzazione dei Produttori della Pesca procede a precisare che, le imprese di pesca associate, trattando un prodotto assai reperibile, non effettuano azioni di scambio di questo tipo, ma al contrario, l’internazionalizzazione viene già in parte effettuata da alcune aziende di trasformazione e conservazione del prodotto ittico, a cui il pesce viene venduto, e che ulteriori realtà imprenditoriali potrebbero essere interessate allo scambio commerciale oltre che al trasferimento delle proprie conoscenze e competenze presso altre realtà del mediterraneo. Allo stesso tempo viene confermato, d’altro lato, da chi già lavora nel territorio giordano, la predisposizione del governo del paese ad accogliere iniziative di scambio e investimenti commerciali legate a diversi settori, di cui quello ittico, nel territorio di Aqaba, può rappresentare una importante possibilità.

Nella fase finale dei lavori vengono analizzati quelli che possono essere i possibili strumenti per l’individuazione delle eccellenze nel settore ittico siciliano. Il gruppo di lavoro di AIRA srl, spiega dunque, che la fase attuale di ricerca mira a creare, attraverso la conoscenza delle imprese tramite i successivi workshop, una sorta di mappatura delle realtà esistenti legate al comparto ittico, e capire quante di queste effettuano già azioni di internazionalizzazione (import e/o export) e quali di queste, per prodotti, metodologie e capacità commerciali rappresentino una eccellenza nel settore, “esportabile” all’estero.