La European Seafood Exposition (ESE) è la più grande fiera al mondo di frutti di mare che si svolgerà a Bruxelles dal 24 al 26 aprile 2012 presso il padiglione del partner EEN “Scottish Development International”. La fiera Attrae acquirenti e venditori provenienti da oltre 140 paesi in tutto il mondo e ha oltre 1.600 espositori.

Chi dovrebbe partecipare?

Coloro che cercano di espandere la propria presenza sul mercato, che sono interessati a ricercare nuovi processi di commercializzazione o a sperimentare soluzioni tecniche innovative; chi è in cerca di partner per lo sviluppo o per sostenere la competitività sui mercati del settore.

Come funziona?

L’evento è ospitato dallo Scottish Development International e gestito dalla Enterprise Europe Network Scozzese. Le imprese partecipanti potranno avere la possibilità di promuovere la collaborazione commerciale/tecnologica e generare nuove possibilità d’affari con potenziali  clienti, fornitori e partner d’interesse; il tutto attraverso una agenda mirati di incontri elaborata dagli organizzatori Enterprise Europe Scotland. Un elevato numero di aziende che ha partecipato nel 2011 hanno ricevuto offerte a seguito di contatti stabiliti durante l’evento.

Chi partecipa
Operatori internazionali operanti nel settore ittico in particolare:

  • distribuzione;
  • vendita;
  • produzione;
  • trasformazione;
  • conservazione;
  • confezionamento e controllo qualità.

Come partecipare
La partecipazione è gratuita basta registrarsi al sito:

https://ees.b2b-match.com/ese2012/p_registration.php

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Si è svolta a Palermo, presso la sede della presidenza di Banca Nuova, una riunione plenaria dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo. Al dibattito, tra gli altri, è intervenuto il presidente del Distretto della Pesca, Giovanni Tumbiolo, che ha portato il saluto dell’assessore regionale all’agricoltura e pesca, Elio D’Antrassi, sottolineando che “la cooperazione transfrontaliera con i Paesi del Nord – Africa rappresenti una necessità per la pesca siciliana oggi in crisi”. Secondo Tumbiolo, “la creazione di joint-ventures fra imprese ittiche siciliane e libiche rappresenta anche una risposta alla crisi occupazionale del settore pesca in Sicilia”.

L’incontro è stato moderato da Giuseppe Pernice, coordinatore dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, che ha illustrato le linee guida del “Rapporto annuale sulla Pesca e sull’Acquacoltura nel Mediterraneo”, previsto dalla Legge regionale n. 16 del 2008, alla cui stesura collaborano ricercatori dei paesi del Mediterraneo. Pernice ha ribadito la proposta di un nuovo modello di pesca eco-sostenibile e secondo i principi della “blue economy” attraverso la creazione di un nuovo tipo di peschereccio che consumi meno energia e con sistemi eco-compatibili. Alla riunione ha partecipato l’assessore regionale per la Formazione professionale, Mario Centorrino. “Nell’ambito dell’accordo italo-libico – ha detto l’assessore – grazie alla collaborazione operativa del Distretto della Pesca, è prevista la formazione di studenti libici in scuole siciliane, oltre che un progetto di dieci borse di studio finalizzate alla formazione di giovani libici nelle università siciliane”.

Sul tema della cooperazione transfrontaliera, la responsabile dell’AIRA, Valentina Dal Grande, ha illustrato il progetto IFI (Internazionalizzazione Filiera Ittica Siciliana), promosso dal Dipartimento regionale degli interventi per la Pesca, che prevede una missione operativa di imprese siciliane in Giordania. Durante la seconda sessione dei lavori, introdotta dal direttore generale di Banca Nuova, Francesco Maiolini, si è svolta una tavola rotonda fra le aziende leader del Distretto (Lanza Sea Food, Eurofish srl, Coalma Spa, Carlino Srl, Pesce Azzurro Cefalù, Medipesca, Cantiere Navale di Trapani, Nino Castiglione Srl, STF ed Acqua Azzura Spa), i vertici delle banche (Banca Nuova, Banca Intesa-San Paolo, Unicredit), che hanno assicurato il loro sostegno alle attività in Libia e Algeria, ribadendo la volontà di accompagnare il progetto delle imprese del distretto con appositi prodotti finanziari. Erano presenti anche il direttore generale dell’Inail, Giovanni Asaro, i rappresentanti dei sindacati, gli istituti di ricerca e del mondo scientifico e la Regione siciliana – dipartimento Pesca.

*SiciliaInformazioni.com

Martedì 21 febbraio 2012, in occasione della riunione plenaria dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, che si svolgerà presso la sede di Banca Nuova, in Via G. Cusmano 56, a Palermo, verrà presentato il CATALOGO “La rete delle eccellenze del settore ittico siciliano”.

Realizzato in seguito alle attività di ricerca e allo svolgimento dei workshop conoscitivi con aziende e interlocutori privilegiati del settore ittico regionale, svolti durante l’AZIONE 1 del progetto IFI, il catalogo intende offrire un’ampia diffusione delle caratteristiche del mercato e dei prodotti regionali, rivolgendosi in particolare ai mercati esteri.

“La rete delle eccellenze del settore ittico siciliano”

La Sicilia leader in uno dei settori strategici in ambito geopolitico e geo-economico del Mediterraneo, grazie all’accordo in materia di pesca sottoscritto dal governo italiano nel corso della visita del Presidente del Consiglio, Mario Monti in Libia lo scorso 21 gennaio e dal Primo Ministro libico, Abdel Rahim al–Kib. L’Accordo tecnico-scientifico e produttivo sulla pesca fra Libia e Italia è stato firmato dal Sottosegretario alla Pesca del Governo Libico, Abdul Adim Al Gareo, e per la parte italiana dal Presidente del Distretto Produttivo della Pesca, Giovanni Tumbiolo (General Authority For Marine Wealth Mazara del Vallo – Regione Siciliana, Libia-Italia).

L’accordo prevede una cooperazione economica, tecnica e scientifica fra i due Paesi nei seguenti settori:

  • pesca
  • acquacoltura
  • lavorazione, trasformazione, commercializzazione di prodotti ittici
  • cantieristica navali
  • sviluppo dei Porti da pesca libici
  • formazione, ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico

Il punto più importante dell’accordo è quello relativo alla limitazione degli sconfinamenti di pescherecci italiani in acque libiche, attraverso la costituzione di un consorzio/joint venture italo-libico che permetterà a trenta pescherecci del Distretto della Pesca siciliano di potere pescare a titolo sperimentale e attraverso campagne di ricerca nelle acque libiche.

“Il mare libico, la pesca, l’acquacoltura, i porti e tutte le attività connesse – ha spiegato il Presidente del Distretto della Pesca – sono una grande opportunità per ogni nazione. Aver definito una base di cooperazione impone a tutti l’uso di buon senso, di un atteggiamento positivo al fine di avviare una reale cooperazione scientifica e produttiva. Per queste ragioni – ha affermato Tumbiolo – credo che l’azione del Distretto debba lasciare il passo all’Osservatorio Mediterraneo della Pesca, coordinato dall’ing. Giuseppe Pernice, per consentire al Distretto, alla Sicilia, all’Italia di presentarsi al cospetto dei nostri interlocutori con il massimo delle competenze disponibili a livello scientifico, tecnico, giuridico, economico-finanziario e politico. Infatti la presenza nell’Osservatorio di personalità di altissimo valore è la migliore garanzia di imparzialità ed apertura”.

Tumbiolo ha proposto altresì il “coinvolgimento diretto delle organizzazioni professionali, sindacali, datoriali, e i loro competenti organismi tecnico-scientifici nel Mediterraneo, al fine di ottenere da parte della Sicilia e dell’Italia il miglior risultato possibile”.

Il Presidente del Distretto ha così delineato la “road map” dell’accordo che avrà come filo conduttore: l’applicazione della sostenibilità dei sistemi produttivi, il rigoroso rispetto dell’equilibrio ambientale e delle risorse marine viventi, la valorizzazione dei fattori sociali ed umani secondo i principi ed il modello della “Blue Economy” e la creazione in Libia di un “cluster marittimo. “Tutto ciò – ha concluso Tumbiolo – è già scritto negli accordi”.

Il Protocollo d’Intensa

È stato costituito il Distretto Pescaturismo e cultura del mare. Ne fanno parte i comuni di Augusta, Balestrate, Cefalù, Isola delle Femmine, Pachino, Petrosino, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Terrasini, Trappeto, Vittoria, Ustica. Non hanno confermato l’adesione Riposto e Bagheria. Sono membri del direttivo Vito Patanella, presidente in rappresentanza della compagine pubblica; Sandro Drago, imprenditore, in rappresentanza della compagine privata; Salvo Mazzola, direttore dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Cnr, Nicolò Costa, docente universitario ed esperto in progettazione di sistemi turistici. Amministratore delegato è Giovanni Callea, esperto di marketing culturale e turistico.

“Siamo convinti – commenta Vito Patanella – che la costituzione del distretto rappresenti una grande opportunità per i comuni della costa e in generale per le strategie del comparto turistico regionale legata al mare”.

Il direttivo presenta al suo interno un insieme di figure operative, che intende mettere al servizio delle comunità del distretto un ricco bagaglio di esperienze professionali e competenze specifiche, maturate nel marketing, nel turismo, nella ricerca legata al mare, nell’impresa. Il distretto è già attivo ed è prevista a breve la prima assemblea dei soci per dare avvio alla concertazione operativa.

“Siamo molto soddisfatti del risultato conseguito – sostiene Carmelo Pollichino, progettista e advisor del progetto – e della compagine che si è aggregata, in maniera coesa ed entusiasta, attorno all’idea di dare al mare un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo dei territorio costieri”.

(Notizia ANSA)

Foto di foto Alberto Forghieri

Nell’ambito del progetto IFI  è stata realizzata una Guida per l’internazionalizzazione che si propone di fornire informazioni utili sulle opportunità di investimento e sugli strumenti di sostegno agli operatori e alle imprese siciliane del settore pesca che intendono intraprendere collaborazioni commerciali e azioni di internazionalizzazione nei Paesi arabi del Mediterraneo, con particolare riferimento alla Giordania.

Per una maggiore comprensione del documento e delle sue finalità si precisa che con il termine “settore della pesca” si considerano tutti gli operatori delle filiera: produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici.

La Guida per l’internazionalizzazione è scaricabile dalla sezione Roadshow online

Giovedì 11 Novembre 2011 si è svolto presso il Distretto della Pesca di Mazara del Vallo un altro dei workshop previsti all’interno del progetto IFI, che ha avuto l’obiettivo di identificare ulteriori aziende del comparto ittico che rappresentano “punte di eccellenza” del settore, potenzialmente interessate a scambi commerciali e azioni d’internazionalizzazione in Giordania.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come, rispetto al 2009, anno in cui fu firmato il protocollo di cooperazione tra la Sicilia e la regione di Aqaba, è cambiato il governo del paese e di come dunque la nuova missione istituzionale/operativa imminente voglia facilitare la conoscenza di nuovi interlocutori e creare una rete di relazioni per nuove opportunità commerciali.

Le aziende incontrate durane il workshop odierno sono tra quelle che probabilmente prenderanno parte alla missione al fine di apportare le loro conoscenze e competenze e istaurare nuovi rapporti commerciali: l’APOMAR OIL e la ALFA COLD.

L’Apomar oil è un’azienda affiancata alla Keropetrol che, all’interno del comparto ittico, si occupa prevalentemente della commercializzazione e distribuzione di prodotti petroliferi e carburanti marini. Grazie ad esperti professionisti e tecnici, l’azienda fornisce inoltre un servizio chiavi in mano, dalla progettazione alla realizzazione, per quanto riguarda l’impiantistica industriale, di riscaldamento, di distribuzione e di deposito. Attualmente in Sicilia è presente all’interno del grande porto peschereccio di Mazara del Vallo, ma si appresta a breve a istallare uno dei suo impianti anche in Tunisia, a Marina di Bizerte, dove sta nascendo il porto turistico più grande del mediterraneo.

La ALFA COLD si occupa invece di impianti di refrigerazione navali e industriali adatti anche alla conservazione di prodotti ittici. La Alfa Cold recentemente è stata partner in un progetto per la conservazione del gambero rosso: Il progetto “Gambero”, di cui il Distretto della Pesca è capofila, con il supporto scientifico di altri partner, ha avuto come obiettivo quello di identificare i limiti ambientali della pesca del Gambero, nonché i limiti alieutici (resa, danneggiamento degli attrezzi da pesca, tempi e tecniche di pesca), i limiti commerciali e di filiera (condizione ed integrità del prodotto, tempi e temperatura di congelamento, packaging e stoccaggio, tecniche di eliminazione della melanosi, qualità organolettiche, contaminanti). Dopo questa fase si è proceduto alla formulazione di linee guida e raccomandazioni ed alla messa a punto e prova di nuove attrezzature sperimentali, quali dispensatori automatici di metabisolfito o altri batteriostatici per evitare l’annerimento del gambero, prove effettuate a terra ed a bordo di pescherecci grazie al supporto operativo proprio dell’Alfa Cold.

Durante il workshop dell’11 Novembre un ulteriore approfondimento è stato dedicato alle possibilità di investimento e internazionalizzazione in un altro paese del mondo arabo del Mediterraneo diverso dalla Giordania, e cioè alla Tunisia. Nonostante la recente crisi politica registrata nel vicino paese, la Tunisia si configura ad oggi come uno dei terreni più fertili per ciò che riguarda la possibilità di investimento per impianti e attività di produzione. Ai nuovi investitori provenienti da paesi esteri è infatti dedicata una politica di agevolazioni assai conveniente, che prevede la monotassazione, costi di gestione energetica vantaggiosi e soprattutto la possibilità di importanti agevolazioni nel pagamento delle tasse.

Per ciò che riguarda la Giordania, a conclusione dell’incontro è emersa ancora una volta la necessità e la volontà da parte delle imprese, di attuare una missione che non sia solo istituzionale, ma che abbia un valore reale dal punto di vista operativo, che garantisca la sponsorizzazione delle aziende italiane e dei loro prodotti di qualità nel paese ospitante, attraverso incontri mirati con operatori e imprenditori di settore, oltre che con le istituzioni.

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